Nota dell'autore

L’attenzione è la forma più rara e pura della generosità” (Simone Weil)

Per me Simone Weil rappresenta un ponte fra il mondo religioso e quello secolare, esperienze che ovunque sembrano allontanarsi sempre di più l’una dall’altra. La vita di Simone è un esempio struggente della responsabilità personale che ognuno di noi ha verso gli altri, e della necessità imprescindibile di impegnarsi nel mondo, a livello locale e globale.

In quanto documentarista sono affascinata dal modo in cui Simone ha messo in dubbio tutte le ideologie, da come ha indefessamente cercato di capire e correggere le cause dell’oppressione, da come, alla fine, ha trasformato la sua ricerca da politica a spirituale. Sono affascinata da Simone perchè vedo un parallelo fra la sua filosofia e la pratica del fare documentario, che è pratica dell’osservazione, di attenzione, è la ricerca di una risposta che prende forma nel mondo. Siamo sulla terra davvero solo per essere testimoni, per quanto questo ruolo sia doloroso ed impotente?

Personalmente sono convinta che più che in qualunque altro periodo dopo la sua morte, oggi Simone Weil debba venir presentata alla gente commune perchè le sue idee e il modo in cui ha vissuto in prima persona ci obbligano a farci delle domande sull’idea convenzionale di essere al mondo e ad analizzare meglio il rapporto individuale con il Potere. Simone fornisce una critica aspra tanto del Socialismo quanto del Capitalismo, critica stimolante per un mondo come il nostro che ha abbandonato il primo, ma stenta a dare un volto umano al secondo.

 

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